

Biblion Centro Studi è un'impresa non commerciale iscritta all'anagrafe delle Organizzazioni non lucrative di Utilità Sociale (ONLUS).
Fondata nel 1994 da un gruppo di esperti impegnati nella valorizzazione e tutela dei beni culturali, Biblion Centro Studi ha sviluppato nel corso degli anni importanti progetti a livello europeo. Attraverso interventi di consulenza strategica e operativa e iniziative mirate, promuove e valorizza l'attività di istituzioni, fondazioni, enti culturali pubblici e privati.
Fondata nel 1994 da un gruppo di esperti impegnati nella valorizzazione e tutela dei beni culturali, Biblion Centro Studi ha sviluppato nel corso degli anni importanti progetti a livello europeo. Attraverso interventi di consulenza strategica e operativa e iniziative mirate, promuove e valorizza l'attività di istituzioni, fondazioni, enti culturali pubblici e privati.

Finanziamenti per biblioteche storiche
Abbiamo implementato e seguito i progetti di finanziamento per catalogazione e conservazione del patrimonio storico librario, manoscritto e a stampa, di molte biblioteche di pregio. Censimenti di fondi librari non ancora catalogati, bonifica di cataloghi esistenti, catalogazione a diversi livelli, secondo le esigenze dell'utente, progettazione e assistenza per interventi straordinari di salvaguardia e conservazione del materiale librario, come restauro, spolveratura e eventuale disinfestazione, dopo il rilevamento di danni biologici, del materiale di pregio con tecniche innovative, costituiscono la nostra esperienza operativa, alla cui base sta la ricerca di sostegno adeguato dal punto di vista finanziario.
Il reperimento di finanziamenti pubblici e privati per l'attuazione di progetti di valorizzazione culturale e tutela conservativa del patrimonio librario è uno dei punti di forza di Biblion Centro Studi.
Abbiamo implementato e seguito i progetti di finanziamento per catalogazione e conservazione del patrimonio storico librario, manoscritto e a stampa, di molte biblioteche di pregio. Censimenti di fondi librari non ancora catalogati, bonifica di cataloghi esistenti, catalogazione a diversi livelli, secondo le esigenze dell'utente, progettazione e assistenza per interventi straordinari di salvaguardia e conservazione del materiale librario, come restauro, spolveratura e eventuale disinfestazione, dopo il rilevamento di danni biologici, del materiale di pregio con tecniche innovative, costituiscono la nostra esperienza operativa, alla cui base sta la ricerca di sostegno adeguato dal punto di vista finanziario.
Il reperimento di finanziamenti pubblici e privati per l'attuazione di progetti di valorizzazione culturale e tutela conservativa del patrimonio librario è uno dei punti di forza di Biblion Centro Studi.
Quixote / Chisciotte 1605-2005
"L'influenza che ancora esercita il Don Chisciotte, non solo sulla letteratura ma in generale sulla cultura attuale, pare superare quella di qualsiasi altro testo classico, eccetto la Bibbia. Lo conferma l'incredibile diversità delle sue manifestazioni popolari e di commercializzazione che hanno fatto del famoso quartetto cervantino - Don Chisciotte e Sancio Panza, Ronzinante e l'asino - delle icone immediatamente riconoscibili dall'uomo qualunque di innumerevoli paesi del mondo, al pari di Paperino, Tarzan, Gesù Cristo. Un fatto singolare, se si considera che i personaggi cervantini hanno un'origine letteraria, non sono creazioni per il consumo mediatico su scala massiva, come la maggior parte degli esempi citati. Ma il Don Chisciotte non aspettò l'epoca moderna per essere sfruttato in questo modo. Subito dopo la sua pubblicazione, nel 1605, le figure di Don Chisciotte e Sancio entrarono a far parte delle processioni nelle feste pubbliche e già dalla prima decade del XVII secolo la fama del libro si estese ad altri paesi europei. La rassegna delle opere presentate in questo catalogo, le traduzioni italiane e straniere nel corso di quattro secoli, le schede bibliografiche e le considerazioni storico-letterarie del capolavoro di Cervantes rappresentano un importante contributo alla comprensione del mito letterario del Quixote, nel quarto centenario dell'uscita a stampa.
Quixote / Chisciotte 1605-2005, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 2005.
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"L'influenza che ancora esercita il Don Chisciotte, non solo sulla letteratura ma in generale sulla cultura attuale, pare superare quella di qualsiasi altro testo classico, eccetto la Bibbia. Lo conferma l'incredibile diversità delle sue manifestazioni popolari e di commercializzazione che hanno fatto del famoso quartetto cervantino - Don Chisciotte e Sancio Panza, Ronzinante e l'asino - delle icone immediatamente riconoscibili dall'uomo qualunque di innumerevoli paesi del mondo, al pari di Paperino, Tarzan, Gesù Cristo. Un fatto singolare, se si considera che i personaggi cervantini hanno un'origine letteraria, non sono creazioni per il consumo mediatico su scala massiva, come la maggior parte degli esempi citati. Ma il Don Chisciotte non aspettò l'epoca moderna per essere sfruttato in questo modo. Subito dopo la sua pubblicazione, nel 1605, le figure di Don Chisciotte e Sancio entrarono a far parte delle processioni nelle feste pubbliche e già dalla prima decade del XVII secolo la fama del libro si estese ad altri paesi europei. La rassegna delle opere presentate in questo catalogo, le traduzioni italiane e straniere nel corso di quattro secoli, le schede bibliografiche e le considerazioni storico-letterarie del capolavoro di Cervantes rappresentano un importante contributo alla comprensione del mito letterario del Quixote, nel quarto centenario dell'uscita a stampa.
Quixote / Chisciotte 1605-2005, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 2005.
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Il libro dell'avanguardia russa. Opere della collezione Marzaduri a Ca' Foscari
Prefazione al Catalogo della mostra
La mostra "Il libro dell'avanguardia russa. Opere della collezione Marzaduri a Ca" Foscari" costituisce un momento di rilievo nel quadro culturale italiano. Molteplici sono gli aspetti che si intrecciano in questo evento: dalla valorizzazione e tutela di un nucleo librario unico in Italia e recentemente divenuto, grazie alla sensibilità culturale e alla generosità di Gabriella Morandi Marzaduri, patrimonio pubblico, all"approfondimento dell"aspetto bibliologico della raccolta attraverso una descrizione catalografica eseguita scientificamente e arricchita dalla storia editoriale di ciascuna opera, alla contestualizzazione dell"iniziativa in un periodo che in Italia si presenta denso di manifestazioni culturali poste nell"ottica di un riesame delle avanguardie europee, in particolare di quella che in Russia animò il panorama letterario e artistico tra gli anni 10 e 20 del Novecento. Manifestazioni spesso pregevoli per il materiale esposto, tra le quali la presente emerge certamente per la rigorosa risposta alle attese di un pubblico forse non ancora abituato a confrontarsi con un prodotto complesso come il libro dell"avanguardia russa, ma non per questo meno attento e consapevole della necessità di veder coniugate alle fondamentali cognizioni per una corretta catalogazione di questo particolare oggetto bibliografico, quelle competenze filologiche, storico-artistiche e letterarie che sono state felicemente espresse, nella presente occasione, dalle curatrici della mostra e del catalogo, Giovanna Pagani Cesa e Alessandra Trevisan. Un catalogo cui con i loro saggi hanno dato un decisivo apporto Luigi Magarotto, John Bowlt e Nicoletta Misler, fra i maggiori specialisti del settore.
L"idea della mostra scaturisce anzitutto dal desiderio di ricordare Marzio Marzaduri, grande studioso del futurismo russo e appassionato collezionista di questi libri che sono opere d"arte, spesso pezzi unici, usciti in tirature limitate ciascun esemplare delle quali connotato da caratteristiche peculiari che lo rendono esclusivo e irripetibile. Ma nel donare l"intera raccolta all"università che ebbe il professor Marzaduri fra i suoi docenti, Gabriella Morandi Marzaduri, consapevole dell"importanza di massimizzare le opportunità di trasmissione dei contenuti a fronte di un rischio di deterioramento che per quei fragili supporti deve essere minimo, auspicava l"adozione di metodologie di conservazione e strategie di fruizione che consentissero la salvaguardia del materiale e l"integrità della raccolta nel suo complesso; auspicio che si è via via fatto progetto. La concretizzazione di questo legittimo desiderio è stata resa finalmente possibile grazie al generoso intervento di aziende specializzate che hanno messo a disposizione risorse, materiali e tecnologie conformi alle aspettative. Dall"esigenza duplice di conservare i supporti condividendo al contempo i contenuti è nata la pianificazione di digitalizzazione del fondo; le pagine più significative della collezione, per un totale di circa 1000 immagini, costituiscono anche il catalogo multimediale della mostra, che consentirà una consultazione priva di rischi per gran parte della raccolta, e la navigazione interattiva virtuale tra sue opere più considerevoli. Un"adeguata manutenzione dei delicati volumi costituenti il fondo verrà assicurata grazie alla loro conservazione in contenitori di materiale a lunga durabilità , frutto delle più recenti tendenze nella ricerca sui materiali per la salvaguardia del patrimonio bibliografico, che proteggeranno i documenti da migrazioni acide, inquinamento atmosferico e danni meccanici.
L"evento rappresenta dunque il frutto di una proficua interazione fra enti culturali e imprese, nell"ottica di una concezione di investimento nella cultura che può portare lontano, se pilotato da una visione che va oltre quella di una buona politica di corporate image. Dalla prima indagine demoscopica finalizzata all"analisi degli atteggiamenti degli italiani rispetto alle imprese che inseriscono gli investimenti culturali nelle loro politiche di marketing (Astra-Demoskopea, Gli italiani e le imprese che investono in cultura, 2000), risulta che quasi l"80% dei cittadini ritiene che le imprese che investono in cultura diano un contributo importante alla difesa e alla crescita del nostro patrimonio artistico e culturale. Altro dato importante, soprattutto per le aziende: oltre il 50% dei cittadini preferisce acquistare prodotti di imprese che investono in cultura.
La realizzazione dell"evento, che ha ottenuto il Patrocinio della Regione del Veneto per le sue finalità culturali, è stata resa possibile grazie al generoso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia, che conferma il proprio appoggio finanziario già concretizzatosi in diverse attività della Biblion. Anche le Assicurazioni Generali hanno confermato ancora una volta una collaborazione già avviata in altra occasione; e si ringraziano le altre aziende che hanno messo a disposizione mezzi e tecnologie: Digital Codex e Sis Disinfestazioni, con le quali si intraprende da qui un percorso volto a massimizzare le opportunità di integrazione tra risorse e conoscenze, fondamento di partnership, basate su rigore e creatività , che scaturiscono da una base di valori condivisi.
Oggi si può dire che in Italia il fondo quantitativamente più considerevole, storicamente più completo e bibliologicamente più importante di libri dell"avanguardia russa è proprietà di un"università ed è conservato a Venezia, la città che meglio di qualsiasi altra dal XV secolo ha rappresentato il massimo centro librario e la vera capitale culturale di numerose comunità nazionali: il mondo greco, il mondo adriatico, la diaspora armena e il mondo slavo. E Venezia è da oggi custode di due nuclei librari fondamentali per la cultura delle popolazioni slave: all"unico esemplare conosciuto del Breviario glagolitico del 1491, alla raccolta di libri liturgici stampati nel Cinquecento nella città lagunare da Bozhidar Vukovic" e da suo figlio Vichentso, alle rarissime edizioni veneziane in cirillico bosniaco della Biblioteca Marciana si affiancano ora i volumi futuristi russi dell"Università Ca" Foscari, a completare un quadro culturale di grande respiro.
Simonetta Pelusi
Presidente di Biblion Centro Studi onlus
"Il libro dell'avanguardia russa. Opere della collezione Marzaduri a Ca' Foscari", Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2004.
Prefazione al Catalogo della mostra
La mostra "Il libro dell'avanguardia russa. Opere della collezione Marzaduri a Ca" Foscari" costituisce un momento di rilievo nel quadro culturale italiano. Molteplici sono gli aspetti che si intrecciano in questo evento: dalla valorizzazione e tutela di un nucleo librario unico in Italia e recentemente divenuto, grazie alla sensibilità culturale e alla generosità di Gabriella Morandi Marzaduri, patrimonio pubblico, all"approfondimento dell"aspetto bibliologico della raccolta attraverso una descrizione catalografica eseguita scientificamente e arricchita dalla storia editoriale di ciascuna opera, alla contestualizzazione dell"iniziativa in un periodo che in Italia si presenta denso di manifestazioni culturali poste nell"ottica di un riesame delle avanguardie europee, in particolare di quella che in Russia animò il panorama letterario e artistico tra gli anni 10 e 20 del Novecento. Manifestazioni spesso pregevoli per il materiale esposto, tra le quali la presente emerge certamente per la rigorosa risposta alle attese di un pubblico forse non ancora abituato a confrontarsi con un prodotto complesso come il libro dell"avanguardia russa, ma non per questo meno attento e consapevole della necessità di veder coniugate alle fondamentali cognizioni per una corretta catalogazione di questo particolare oggetto bibliografico, quelle competenze filologiche, storico-artistiche e letterarie che sono state felicemente espresse, nella presente occasione, dalle curatrici della mostra e del catalogo, Giovanna Pagani Cesa e Alessandra Trevisan. Un catalogo cui con i loro saggi hanno dato un decisivo apporto Luigi Magarotto, John Bowlt e Nicoletta Misler, fra i maggiori specialisti del settore.
L"idea della mostra scaturisce anzitutto dal desiderio di ricordare Marzio Marzaduri, grande studioso del futurismo russo e appassionato collezionista di questi libri che sono opere d"arte, spesso pezzi unici, usciti in tirature limitate ciascun esemplare delle quali connotato da caratteristiche peculiari che lo rendono esclusivo e irripetibile. Ma nel donare l"intera raccolta all"università che ebbe il professor Marzaduri fra i suoi docenti, Gabriella Morandi Marzaduri, consapevole dell"importanza di massimizzare le opportunità di trasmissione dei contenuti a fronte di un rischio di deterioramento che per quei fragili supporti deve essere minimo, auspicava l"adozione di metodologie di conservazione e strategie di fruizione che consentissero la salvaguardia del materiale e l"integrità della raccolta nel suo complesso; auspicio che si è via via fatto progetto. La concretizzazione di questo legittimo desiderio è stata resa finalmente possibile grazie al generoso intervento di aziende specializzate che hanno messo a disposizione risorse, materiali e tecnologie conformi alle aspettative. Dall"esigenza duplice di conservare i supporti condividendo al contempo i contenuti è nata la pianificazione di digitalizzazione del fondo; le pagine più significative della collezione, per un totale di circa 1000 immagini, costituiscono anche il catalogo multimediale della mostra, che consentirà una consultazione priva di rischi per gran parte della raccolta, e la navigazione interattiva virtuale tra sue opere più considerevoli. Un"adeguata manutenzione dei delicati volumi costituenti il fondo verrà assicurata grazie alla loro conservazione in contenitori di materiale a lunga durabilità , frutto delle più recenti tendenze nella ricerca sui materiali per la salvaguardia del patrimonio bibliografico, che proteggeranno i documenti da migrazioni acide, inquinamento atmosferico e danni meccanici.
L"evento rappresenta dunque il frutto di una proficua interazione fra enti culturali e imprese, nell"ottica di una concezione di investimento nella cultura che può portare lontano, se pilotato da una visione che va oltre quella di una buona politica di corporate image. Dalla prima indagine demoscopica finalizzata all"analisi degli atteggiamenti degli italiani rispetto alle imprese che inseriscono gli investimenti culturali nelle loro politiche di marketing (Astra-Demoskopea, Gli italiani e le imprese che investono in cultura, 2000), risulta che quasi l"80% dei cittadini ritiene che le imprese che investono in cultura diano un contributo importante alla difesa e alla crescita del nostro patrimonio artistico e culturale. Altro dato importante, soprattutto per le aziende: oltre il 50% dei cittadini preferisce acquistare prodotti di imprese che investono in cultura.
La realizzazione dell"evento, che ha ottenuto il Patrocinio della Regione del Veneto per le sue finalità culturali, è stata resa possibile grazie al generoso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia, che conferma il proprio appoggio finanziario già concretizzatosi in diverse attività della Biblion. Anche le Assicurazioni Generali hanno confermato ancora una volta una collaborazione già avviata in altra occasione; e si ringraziano le altre aziende che hanno messo a disposizione mezzi e tecnologie: Digital Codex e Sis Disinfestazioni, con le quali si intraprende da qui un percorso volto a massimizzare le opportunità di integrazione tra risorse e conoscenze, fondamento di partnership, basate su rigore e creatività , che scaturiscono da una base di valori condivisi.
Oggi si può dire che in Italia il fondo quantitativamente più considerevole, storicamente più completo e bibliologicamente più importante di libri dell"avanguardia russa è proprietà di un"università ed è conservato a Venezia, la città che meglio di qualsiasi altra dal XV secolo ha rappresentato il massimo centro librario e la vera capitale culturale di numerose comunità nazionali: il mondo greco, il mondo adriatico, la diaspora armena e il mondo slavo. E Venezia è da oggi custode di due nuclei librari fondamentali per la cultura delle popolazioni slave: all"unico esemplare conosciuto del Breviario glagolitico del 1491, alla raccolta di libri liturgici stampati nel Cinquecento nella città lagunare da Bozhidar Vukovic" e da suo figlio Vichentso, alle rarissime edizioni veneziane in cirillico bosniaco della Biblioteca Marciana si affiancano ora i volumi futuristi russi dell"Università Ca" Foscari, a completare un quadro culturale di grande respiro.
Simonetta Pelusi
Presidente di Biblion Centro Studi onlus
"Il libro dell'avanguardia russa. Opere della collezione Marzaduri a Ca' Foscari", Venezia, Fondazione Querini Stampalia, 2004.
Le civiltà del Libro e la stampa a Venezia
Prefazione al Catalogo della mostra
Una mostra di libri stampati che celebra le radici comuni delle civiltà del Libro, quelle grandi religioni mediterranee che nella Parola - consegnata, non trasmessa, divina perché venuta direttamente da Dio e non filtrata attraverso l'uomo - hanno il loro fondamento, giacché l'intervento sovrano di Dio nella storia è la Parola, è un evento complesso, in quanto il libro religioso è suddiviso in una pluralità di generi estremamente impegnativa, e impossibile da rapportare in modo omogeneo in tutti e tre i sistemi proprio per la differenza di contesto di nascita e sviluppo dei tre credo.
Se il cristianesimo, in virtù della crocifissione del Figlio dell'Uomo da parte del potere, si basa sul dualismo fra carisma etico e legge civile, giudaismo e Islam conoscono ambedue una stretta connessione fra politica e religione, con una "legge" fondamentale dotata di una indissolubile bivalenza etico-statuale. Diversi i fondamenti delle fedi e diverse le forme del libro religioso su cui si basano e che ne sono l'emanazione; e da qui la difficoltà di rappresentare adeguatamente generi e testi così diversi: i libri della Parola di Dio (Bibbia e Corano), quelli per la preghiera privata (Salteri, Breviari, Horae), quelli liturgici per la celebrazione (fonti per la ricezione della Bibbia, così come i testi omiletici), i commenti rabbinici alla Bibbia, il testo fondamentale della dottrina giudaica giuridica postbiblica (ma i due esemplari della Mishnah, purtroppo, non sono stati esposti per motivi di conservazione).
Un punto di vista panoramico, sebbene focalizzato su un grande centro di produzione - Venezia - ha consentito comunque il recupero di tradizioni neglette in precedenti indagini e occasioni di ricerca catalografica specifca. Ben nota era l'importanza di Venezia come luogo di stampa del primo libro in lingua armena, di alcuni fra i primi importanti volumi liturgici in croato e in serbo; ma Venezia ha avuto un ruolo, attraverso Gregorio de' Gregori, anche nella stampa del primo libro in caratteri arabi, un Horologion breve (Fano 1514), oltre ad essere il luogo di stampa del primo Corano in arabo e di uno straordinario repertorio grafico e iconografico, Hypnerotomachia Poliphili, in cui appaiono, xilografate, alcune tra le prime testimonianze impresse di caratteri ebraici e arabi. Anche le presenti indagini hanno confermato il ruolo di primo piano di Venezia nella stampa e diffusione del libro religioso ebraico, valorizzando gli attenti lavori di scavo dei fondi antichi marciani - finalizzati alla ricerca propedeutica alla proposta espositiva - con il reperimento di due edizioni settecentesche assenti dai repertori (cat. 12 e 19); importante è anche la presenza di libri di preghiera destinati agli ebrei sefarditi (cat. 15, 16, 17, 18), una tradizione radicata fin dai primi del Cinquecento, come ricordava Aron Di Leone Leoni nel convegno internazionale "Sorgenti della cultura tipografica nella penisola iberica", promosso dalla Fondazione Cini nell'ottobre 1999.
Nella preparazione del catalogo si è cercato, nei limiti del possibile e delle circostanze fortuite che accompagnano ogni occasione espositiva, di offrire al pubblico uno strumento scientificamente rigoroso, che consentisse una fruizione corretta e intensa di materiali spesso rarissimi, e di non comune visione.
Un altro momento di pregio dell'esposizione è nell'aver riunito - dopo mezzo millennio di separazione - due libri fondamentali per la storia della cultura religiosa, appartenuti ad uno straordinario personaggio cinquecentesco, Teseo Ambrogio degli Albonesi: una seppur minima parte della sua biblioteca, di cui nulla sappiamo ma che possiamo immaginare essere stata favolosa, è qui presente con due esemplari unici al mondo: il primo Breviario glagolitico, stampato probabilmente nel 1491, e il primo Corano stampato in arabo fra il 1537 e il 1538. Una delle personalità più enigmatiche del Cinquecento, forse ancora non adeguatamente esplorata, riemerge come antico custode di reperti per noi inestimabili.
Un ringraziamento particolare a Renzo Zorzi, per aver affidato all'associazione che rappresento l'impegnativo compito di organizzazione dell'evento, a Marino Zorzi per la preziosa e costante assistenza, a Elisabetta Esposto per la inestimabile opera di revisione e redazione tecnica dei complessi testi, a Alessandro Scarsella per il competente aiuto e gli importanti suggerimenti, a Claudia Leoncini dell'ICCU per aver fornito il materiale aggiornato del censimento nazionale relativo alla voce "Chiesa Cattolica" (XVI secolo), a Maria Cristina Fazzini, Sabrina Minuzzi, Alessandra Pedrina e Stefano Trovato per la schedatura di gran parte dei volumi esposti, a tutti gli illustri studiosi che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
Il primo oggetto a venire attaccato, eliminato, distrutto in tempi di repressione è il libro, perché della parola ha tutta la deflagrante potenza. E i roghi cinquecenteschi (e quelli novecenteschi?) poco hanno potuto, di fronte all'immensità del loro compito, e tanti fra gli esemplari qui esposti ne sono la silenziosa-fragorosa testimonianza: sfuggiti a perquisizioni, sequestri, distruzioni, custoditi gelosamente come i più preziosi fra i beni, ritornano nella loro austerità a rammentarci che la storia umana sarà solo e sempre un dettaglio per questi scrigni della Parola scritta.
Simonetta Pelusi
Presidente di Biblion Centro Studi onlus
Le civiltà del Libro e la stampa a Venezia. Libri sacri e liturgici ebraici, cristiani e islamici dal Quattrocento al Settecento, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 2000.
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Prefazione al Catalogo della mostra
Una mostra di libri stampati che celebra le radici comuni delle civiltà del Libro, quelle grandi religioni mediterranee che nella Parola - consegnata, non trasmessa, divina perché venuta direttamente da Dio e non filtrata attraverso l'uomo - hanno il loro fondamento, giacché l'intervento sovrano di Dio nella storia è la Parola, è un evento complesso, in quanto il libro religioso è suddiviso in una pluralità di generi estremamente impegnativa, e impossibile da rapportare in modo omogeneo in tutti e tre i sistemi proprio per la differenza di contesto di nascita e sviluppo dei tre credo.
Se il cristianesimo, in virtù della crocifissione del Figlio dell'Uomo da parte del potere, si basa sul dualismo fra carisma etico e legge civile, giudaismo e Islam conoscono ambedue una stretta connessione fra politica e religione, con una "legge" fondamentale dotata di una indissolubile bivalenza etico-statuale. Diversi i fondamenti delle fedi e diverse le forme del libro religioso su cui si basano e che ne sono l'emanazione; e da qui la difficoltà di rappresentare adeguatamente generi e testi così diversi: i libri della Parola di Dio (Bibbia e Corano), quelli per la preghiera privata (Salteri, Breviari, Horae), quelli liturgici per la celebrazione (fonti per la ricezione della Bibbia, così come i testi omiletici), i commenti rabbinici alla Bibbia, il testo fondamentale della dottrina giudaica giuridica postbiblica (ma i due esemplari della Mishnah, purtroppo, non sono stati esposti per motivi di conservazione).
Un punto di vista panoramico, sebbene focalizzato su un grande centro di produzione - Venezia - ha consentito comunque il recupero di tradizioni neglette in precedenti indagini e occasioni di ricerca catalografica specifca. Ben nota era l'importanza di Venezia come luogo di stampa del primo libro in lingua armena, di alcuni fra i primi importanti volumi liturgici in croato e in serbo; ma Venezia ha avuto un ruolo, attraverso Gregorio de' Gregori, anche nella stampa del primo libro in caratteri arabi, un Horologion breve (Fano 1514), oltre ad essere il luogo di stampa del primo Corano in arabo e di uno straordinario repertorio grafico e iconografico, Hypnerotomachia Poliphili, in cui appaiono, xilografate, alcune tra le prime testimonianze impresse di caratteri ebraici e arabi. Anche le presenti indagini hanno confermato il ruolo di primo piano di Venezia nella stampa e diffusione del libro religioso ebraico, valorizzando gli attenti lavori di scavo dei fondi antichi marciani - finalizzati alla ricerca propedeutica alla proposta espositiva - con il reperimento di due edizioni settecentesche assenti dai repertori (cat. 12 e 19); importante è anche la presenza di libri di preghiera destinati agli ebrei sefarditi (cat. 15, 16, 17, 18), una tradizione radicata fin dai primi del Cinquecento, come ricordava Aron Di Leone Leoni nel convegno internazionale "Sorgenti della cultura tipografica nella penisola iberica", promosso dalla Fondazione Cini nell'ottobre 1999.
Nella preparazione del catalogo si è cercato, nei limiti del possibile e delle circostanze fortuite che accompagnano ogni occasione espositiva, di offrire al pubblico uno strumento scientificamente rigoroso, che consentisse una fruizione corretta e intensa di materiali spesso rarissimi, e di non comune visione.
Un altro momento di pregio dell'esposizione è nell'aver riunito - dopo mezzo millennio di separazione - due libri fondamentali per la storia della cultura religiosa, appartenuti ad uno straordinario personaggio cinquecentesco, Teseo Ambrogio degli Albonesi: una seppur minima parte della sua biblioteca, di cui nulla sappiamo ma che possiamo immaginare essere stata favolosa, è qui presente con due esemplari unici al mondo: il primo Breviario glagolitico, stampato probabilmente nel 1491, e il primo Corano stampato in arabo fra il 1537 e il 1538. Una delle personalità più enigmatiche del Cinquecento, forse ancora non adeguatamente esplorata, riemerge come antico custode di reperti per noi inestimabili.
Un ringraziamento particolare a Renzo Zorzi, per aver affidato all'associazione che rappresento l'impegnativo compito di organizzazione dell'evento, a Marino Zorzi per la preziosa e costante assistenza, a Elisabetta Esposto per la inestimabile opera di revisione e redazione tecnica dei complessi testi, a Alessandro Scarsella per il competente aiuto e gli importanti suggerimenti, a Claudia Leoncini dell'ICCU per aver fornito il materiale aggiornato del censimento nazionale relativo alla voce "Chiesa Cattolica" (XVI secolo), a Maria Cristina Fazzini, Sabrina Minuzzi, Alessandra Pedrina e Stefano Trovato per la schedatura di gran parte dei volumi esposti, a tutti gli illustri studiosi che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
Il primo oggetto a venire attaccato, eliminato, distrutto in tempi di repressione è il libro, perché della parola ha tutta la deflagrante potenza. E i roghi cinquecenteschi (e quelli novecenteschi?) poco hanno potuto, di fronte all'immensità del loro compito, e tanti fra gli esemplari qui esposti ne sono la silenziosa-fragorosa testimonianza: sfuggiti a perquisizioni, sequestri, distruzioni, custoditi gelosamente come i più preziosi fra i beni, ritornano nella loro austerità a rammentarci che la storia umana sarà solo e sempre un dettaglio per questi scrigni della Parola scritta.
Simonetta Pelusi
Presidente di Biblion Centro Studi onlus
Le civiltà del Libro e la stampa a Venezia. Libri sacri e liturgici ebraici, cristiani e islamici dal Quattrocento al Settecento, Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, 2000.
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Presentazione del volume "Humanistica Marciana.
Nella storica cornice delle Sale Sansoviniane della Biblioteca Marciana, l'omaggio a Marino Zorzi, con la presentazione del volume a lui dedicato, a cura di S. Pelusi e A. Scarsella (Biblion Edizioni).
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Nella storica cornice delle Sale Sansoviniane della Biblioteca Marciana, l'omaggio a Marino Zorzi, con la presentazione del volume a lui dedicato, a cura di S. Pelusi e A. Scarsella (Biblion Edizioni).
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